Ogni volta che la nostra passione poté inventare qualcosa di insolito, subito lo provammo, e quanto più eravamo inesperti in questi piaceri tanto più ardentemente ci dedicavamo ad essi senza stancarci.
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La pioggia dei sensi immersi nel torpore di un sogno chiarificatore e immaginifico di sperate felicità e disastri incombenti. Apro gli occhi. Io ci sono. Tu dove sei? Nel vuoto di una sedia di legno di ciliegio marcio guardi le gocce ignare rigare il vetro della tua vita senza eccessi. Fermo davanti al nulla che ti fagocita. Solo.
Sarò stagista a Radio24!!!
Perchè l'essenziale è davvero invisibile se a ricordarti del Piccolo Principe c'è un'amica di sempre che sa chi sei.
Memore di un gradito discorso piccolo Gong stanotte ho fatto un sogno. C'era il Libano e mia madre e Roy. C'era un negozio di vestiti e la richiesta inconsueta del posto più pericoloso del paese. Per fotografarlo. Iniziava con la "P" ed era al confine del paese e al confine con Gerusalemme. Chè con lei tutto confina e tutto ha origine. Ma ho controllato la cartina. In quegli scarabocchi di matita e cemento non esiste confine sinaptico. Sogno dopo l'immaginario ricreato insieme ieri. Realtà sperata.
La coda di quel gabbiano che passa e proietta l'ombra. Tu sai.
Mentore di un desiderio e di una paura sopita nel vagare di un sogno buio e raschiante di un'umanità scrostata e inumidita dal dolore.